L’intenso studio della tecnica musicale può provocare disturbi fisici di vario tipo; moltissimi musicistiprofessio nisti lamentano problemi posturali legati alla prolungata attività di studio ed esecuzione con il proprio strumento. Spesso la fase di esercizio prevede l’esposizione a posture scorrette per diverse ore al giorno sin dalla giovane età; questa attività causa disturbi muscolo-scheletrici e patologie dolorose che, se non curate, possono risultare invalidanti.

La letteratura scientifica ha dimostrato ampiamente che esistono numerose patologie muscoloscheletriche e neurologiche che affliggono i musicisti professionisti, in particolare i professori d’orchestra, tali da limitare la loro performance e, in alcuni casi, costringere all’interruzione dell’attività professionale. L’analisi dei fattori di rischio indica nell’assunzione di posture inadeguate, mantenute per tempi prolungati, la causa più frequente dell’insorgenza di tali patologie, la cui incidenza si è rivelata nell’ordine dell’80%. E’ stato dimostrato, inoltre, che le alterazioni posturali dipendono da alcuni aspetti contingenti quali: caratteristiche fisiche dello strumento musicale; esigenze tecniche strumentistiche; sedie non ergonomiche, scarsa disponibilità di spazio nell’organigramma dell’orchestra; quantità e qualità di ore di studio o di lavoro in orchestra; condizioni emotive.

Tra le patologie più diffuse tra i musicisti vi sono: le tendinopatie, le neuropatie periferiche, la sindrome da “over-use”, le cervico-brachialgie, le lombalgie. Nello specifico, ad esempio, i bassisti soffrono spesso di neuropatie periferiche indotte da posture scorrette della mano, mantenute per lunghe periodi durante un’intensa attività. Anche i chitarristi assumono posture similari ma hanno uno strumento più leggero e spesso studiano seduti. I pianisti concertisti soffrono spesso da “sindrome da over-use” indotta da uno studio protratto anche oltre le 6-8 ore, utilizzando accordi che prevedono un utilizzo ampio della tastiera.

La terapia principale, peraltro utile anche a scopo preventivo, è la correzione posturale nell’atto musicale durante l’utilizzo dello strumento; è un lavoro lungo ed impegnativo che tende a contrastare la postura scorretta che il musicista si è creato da solo nel tempo e che per lui risulta comoda e funzionale, ma che altrimenti non è. Richiede assoluta competenza e ha, come obbiettivo finale, la presa di coscienza da parte del musicista della postura corretta, anche mediante l’introduzione, se necessario, di ausilii ergonomici che facilitano il perfezionamento posturale.

 

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